Il processo consiste nella combustione incompleta della materia organica essiccata (scarti della lavorazione agricola quali scarti di potatura, cippato, sanse, vinacce, paglia) con apporto di aria, ricavando in tal modo un potere calorifero fino a 1.300 kcl/nmc con produzione di gas (circa 2.2 nmc/h).

Il gas ottenuto, prima dell’utilizzo, viene convenientemente depurato e liberato da tutti i microinquinanti eventualmente presenti, caratteristici della qualità della materia organica utilizzata con sistemi di lavaggio in controcorrente (quench), essiccazione e filtrazione in filtri a colonna a carboni attivi.

La produzione è variabile da 1.1 a 1.5 Nmc/kg di materia organica da trattare e dipende dalla natura, composizione e caratteristiche fisiche della materia da trasformare.

Esso è costituito quasi esclusivamente da due componenti:

  • ossido di carbonio;
  • idrogeno;

per cui i prodotti della combustione sono acqua ed anidride carbonica.

Il gas può essere utilizzato nella combustione in caldaie, turbogas, motori endotermici e celle a combustibile.

Per particolari esigenze è possibile, mediante accoppiamento con impianto a conversione, trasformare chimicamente, mediante catalizzatori, l’ossido di carbonio in idrogeno, con produzione di idrogeno ed anidride carbonica.

La versatilità di tale tipo di impianto è sorprendente, potendosi realizzare impianti da un minimo di 200 kw/h di produzione elettrica fino a 5 mw/h.